Icona veneto cretese del XVI secolo Annunciazione e San Teodoro di Tiro (o di Amasea) e San Teodoro Stratelate (o "il Generale") Tempera e oro su tavola 27 x 22 cm L'opera trova un riferimento preciso con l'icona, molto più tarda, conservata al Benaki Museum di Atene, si veda: https://www.benaki.org/index.php?option=com_collectionitems&view=collectionitem&id=108729&Itemid=&lang=el La scheda del museo non cita alcun prototipo a cui l'iconografo si riferì, evidentemente l'icona qui presentata offre nuovi motivi di ricerca per questa rarissima raffigurazione. Ad un'attenta osservazione si nota che l'Arcangelo, a differenza della maggior parte delle icone, non si protrae con la mano destra nell'atto di porre il fiore, atto che lo configura in un'immagine arcaica di profilo, bensì offre il giglio con la mano sinistra, gesto grazie al quale la sua immagine ci appare in un volume tridimensionale. Al pari dell'Arcangelo, la Vergine Maria con il braccio sinistro staccato dal busto e con la mano lasciata cadere sul leggio, si mostra in tutta la sua fisicità terrena e ben lontana dalle antiche immagini bidimensionali. I due Santi Teodoro sono, molto probabilmente, un peculiare richiamo alla religiosità veneziana, visto che Teodoro, San Todaro, fu il patrono di Venezia prima di essere spodestato da San Marco. Molto probabilmente, siamo di fronte ad un Maestro che oltre a mostrare la finissima mano realizzativa in grado di curare con eleganza anche i minimi particolari (ad esempio i sandali d'oro dell'Arcangelo e la pianta ai piedi di San Teodoro Stratelate), possiede anche quell'ampia cultura che gli permette di inserire i sopraccitati elementi stilistici di cultura pittorica veneziana entro un contesto artistico legato alla cultura greca, ovvero un Maestro della cosiddetta arte iconografica post-bizantina.
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