Benvenuto Tisi, il Garofalo (Garofalo di Canaro 1481 - Ferrara 1559) Madonna col Gesù Bambino Olio su tavola 50 x 40 cm L'opera è corredata da un'attribuzione scritta del professore Roberto Longhi datata 7 dicembre 1961. L'opera è stata esaminata dal professor Michele Danieli (collaboratore in T. Kustodieva e M.Lucco, Garofalo-Pittore della Ferrara Estense, Ferrara Palazzo dei Diamanti 2008; co-autore in M. Danieli e V. Sgarbi "Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso", Ferrara Palazzo dei Diamanti 2024/25), il quale conferma verbalmente l'autografia dell'opera Il professore Daniele Benati conferma verbalmente l'attribuzione, dopo la visione di foto HD dell'opera Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, dal paese d'origine, fu uno dei protagonisti della pittura ferrarese nella prima metà del Cinquecento e del Rinascimento nel suo insieme. Allievo dapprima di Domenico Panetti, passò nel 1497 nella bottega di Boccaccio Boccaccino, giunto a Ferrara l'anno precedente come pittore di corte. In seguito si avvicinò ai modi di Giorgione con il quale, secondo il racconto di Vasari, era legato da amicizia personale. A partire dal 1512 la sua pittura conobbe una svolta netta e decisiva in direzione raffaellesca, forse a seguito di un viaggio a Roma. Da allora, Garofalo sarebbe stato impegnato in un serrato confronto con le novità raffaellesche, che avrebbe importato a Ferrara con partecipazione e aggiornamento. Il suo interesse per l'urbinate gli valse il soprannome di "Raffaello di Ferrara", un soprannome che in realtà appiattisce il suo continuo evolversi fino al 1550, quando una malattia agli occhi lo ridusse alla cecità.
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